Osservare dei lampi e bagliori sinistri fuori dal finestrino mentre l'aereo naviga tra cupe nuvole minacciose è senza dubbio una delle esperienze psicologicamente testanti per i passeggeri ansiosi. La domanda che la mente formula all'istante è terrificante: "Cosa accadrebbe se una scarica da milioni di volt colpisse esattamente la carlinga proprio in questo momento?".
Ebbene, i dati ti lasceranno di stucco. Lo sai che, statisticamente parlando, in media un aereo di linea commerciale viene colpito da un fulmine circa una o due volte all'anno? E malgrado questi numeri, non si registra alcun incidente legato a questo fenomeno grazie a principi di fisica noti da oltre due secoli. Andiamo a scoprire l'incredibile barriera invisibile che protegge te e i tuoi cari.
1. Il Principio Fondamentale: La Gabbia di Faraday
Quello che salva il velivolo e tutti i suoi passeggeri non è una fortuna divina, bensì un fondamentale concetto della fisica dell'elettromagnetismo scoperto dallo scienziato britannico Michael Faraday nel lontano 1836. Il velivolo per sua stessa natura costruttiva si comporta come la più perfetta e mastodontica Gabbia di Faraday.
Come viaggia la corrente elettrica
La fusoliera dell'aereo è composta perlopiù da alluminio o, nei modelli più all'avanguardia in carbonio composito, da reti conduttrici intrecciate con speciali maglie in lega di rame. Quando il fulmine fa contatto (di solito in corrispondenza del naso dell'aereo o sulle punte delle ali), l'altissima quantità di energia elettrica della folgore non penetra MAI all'interno della struttura dove vi sono i sedili e l'equipaggio. Invece, l'elettricità scorre fulminea esclusivamente lungo la superficie esterna della fusoliera metallica, come l'acqua che scivola sull'involucro di un ombrello. I passeggeri seduti all'interno si trovano nel punto a "potenziale zero", completamente isolati e all'asciutto sotto questa invisibile cappa di sicurezza termica ed elettromagnetica.
2. Gli "Scaricatori Statici" (Static Dischargers)
Se la corrente scivola sull'armatura esterna, dove va a finire? L'industria aerospaziale ha piazzato dei microscopici eroi sulle ali dell'aeroplano. Se guardi dal finestrino il retro dell'ala, o la gigantesca pinna verticale di coda, noterai delle piccole asticelle sottili sporgenti e apparentemente molto deboli somiglianti a fili rigidi o appendici. Quei minuscoli spinotti si chiamano Static Dischargers (Dissipatori Statici).
Servono esattamente a rilasciare l'elettricità nell'atmosfera neutra. Dopo aver viaggiato ad un milione circa di Volt spalmata innocacemente sul dorso metallico dell'aereo, l'energia si disperde nel vuoto dell'aria alle spalle dell'aeromobile attraverso quelle punte, facendo in modo che la scarica finisca il suo corso nel cielo, dissipandosi e scindendosi senza colpo ferire.
3. L'Elettronica Non Subisce Danni?
Una tipica obiezione sollevata nei forum dedicati alla paura di volare riguarda i "cervelli" dell'aereo. "Se pure io non vengo folgorato, cosa succede se il fulmine bruciasse tutti i computer digitali della cabina di pilotaggio facendoci precipitare per via di motori ammutoliti?"
Ennesimo falso mito d'ispirazione cinematografica hollywoodiana. Tutta la moderna avionica di bordo vanta cablaggi spessi dozzine di centimetri sigillati metodicamente da apposite e sovrapposte garze a schermatura elettromagnetica corazzate (EM Shielding). I simulatori e gli enti severi come l'EASA sottopongono questi sistemi ad intemperie controllate in hangar di laboratorio tramite generatori di fulmini artificiali immensamente più temibili del miglior temporale equatore! Il risultato è che nessun singolo black-out della strumentazione primaria potrà verificarsi sotto l'influenza avversa atmosferica, altrimenti in fase di brevetto l'aereo non verrebbe sceso dalla catena di montaggio e varato sul mercato del noleggio ad operatori. Volare è la più esatta e rigorosa scienza del globo.