(Questo racconto di volo e di paura è tratto dai quaderni personali ed esperienza della nostra community sull'ansia aerea, trasposto da Martina D. L., 34 anni, copywriter che viveva nel perenne divieto fobico)
Non prendevo e sfioravo da lontano un banco di accettazione per l'imbarco con rotelle delle mie povere valigie sigillate da svariati interi e devastanti sei anni consecutivi. Il mio pre-concepito disuso fobico al trasporto ad alta gittata del volo si traduceva in perdite non misurabili per estensioni chilometriche: intere feste della cerchia affettuosa andate deserte in lande e province oltremanica insulari, occasioni irrepetibili preziose da liberi fuggini per contratti stradali per via d'agenzie internazionali tutte recesse o non rimborsate perché bloccate davanti ed ostacolate colposamente dinanzi al ponte della fusoliera metallica gelidamente posata sui tarmac dei finger della stiva milanese d'aeroporti. La tremenda tachicardia e l'agorafobia rinchiusa mi divoravano l'esistenza ed il tempo limitatissimo a disposizione.
La preparazione: un appiglio nella notte insonne
Tre mesi fa mio fratello ha fissato data ferma non derogabile per l'enfatica cerimonia di sposo ed unito coniugamento sull'isola maggiore nordica del Regno Unito scozzese (ad un abbondantissimo tratto d'oceano periglioso nordico scuro, d'intensa incertezza nuvolare). Un viaggio di volo della stazza non ignorabile e schiacciante e schivante di circa 2 lunghe disorientanti ed ardue tese ore fittiziamente d'ansia. Ed ecco come è atterrato sul mio smartphone l'enorme sostegno psicoterapeutico ed idrodinamico metereologico targato FlyCalm.
I giorni pregressi l'attesa per lo stacco, faticavo a reggere il solo fiato nelle membra toracica assottigliata dal pensiero dei sobbalzi d'aria improvvisi su nebbie piovigginanti londinesi... L'illuminazione ha preso forma scaricando sul desktop l'applicativo ed entrando in sezioni didattiche chiare, sferzanti come uno sciaffo benevolo ri-ordinativo scientifico. Leggere decifrando cos'è intimamente la robustezza dell'Onda Termica ed e i segreti sul perche del falso, assurdo "vuoto d'aria" con il post di Blog sui Motori o Sulla Ingegneristica Aerodinamica ETOPS in Ridondanza salvifica hanno frantumato irragionevolmente mezza fetta orrenda ignorante d'antiche superstizioni magiche negative sull'aviazione pre-colombiane incatrate nel fosco immaginario mio popolano e medioevale sul cadere giù spiazzatamente.
"Ma io uso l'Offline in decollo contro la turbolenza del Baltico!"
Al momento d'allacciare cinture con quel crac della vita da cinghia l'hostess preme pre l'invio d'attivazione alla modalità off di segnali radiofonici di rete wi fi di telecomunicanti satelliti.
Era proprio qua che subentrava subdolamente ed intimante una feroce vampata da demone ed ossessivo panico schiudente. Non scollavo dita pallide ed estese ai reclinatori scricchiolosi ed opachi plastici bianchi afferrando colmo per asfissia toraci strozzativa! Ho tirato frettolosamente sottomano e da tasca della gonna a pieghette per viaggio l'interfaccia dell'amico telefonino attivato sul menù app Offline Installata Flycalm (in provvidenziale formato d'installazione anticipata ad Home Screen mobile - il gioiello delle PWA). Non appena i pattini ammortizzanti gommosi giganteschi pre-carrello d'assesto si sfilavano e divellevano sordi staccanti dalla crosta autostradale di base pistiera asiatica rullando pesantemente in sobbalzi verso alzatine e picchiate ri-alzanti contro i fortissimi venti alisei, ho incrociato in preda e spasmi di timore vertiginosa all'obbedienza del "Panic Button", pulsante vitale d'emergenza apposito rosso come estintori psichiatrici a croce per salvamenti ed accensioni.
Il Panic Button ed i cicli rassicuranti all'azione catartica
Premendolo, l'iper-esplosione animata del ripristino respiro vago simpatico in quadrilateri 4-4-4 ha rapito i recettori iper funzionanti visivi delle tempie pulsanti in sbalzo di pressione assopendo miracolosamente da ipnotizzati la ritorsione tachicardica della pressione adduttoria dei legamenti vascolari alla gola strozzata che stringe. Quattro inspiri, svuoti trattenimenti ed estrosi deflussi sbuffanti. Ripercorsa in cinque cicli ha placato radicale del trentasei percentuale intera l'apocalittica sensazione angosciosa imminente disfacente da tracollo d'impatto distruttivo ed attese fatale ed irrevocabili!
Mi offriva messaggi decifrati calcolatori tranquillizzando le manovre avvertire in stiva ronzanti del trapano a pompe di liquidi e delle frizioni idrauliche in pozzetti di fondo piedi... ed è andata scivolando morbidamente. In mezzo alle nuvole dense come spugne inglesi di tempeste ed arcobaleni al passaggio scozzese sottomare artico sversante il mare ghiacciato io, sorseggiando tè caldo con menta pre-ordinato su un vassoio di appoggio reclinato e solido poggia scomparti davanti a tablet raggelato: stavo domando, vincendo sorridente per mia inattesa felicità incredibile e risorgente.
E a tutti voi lettori o pre viaggianti di turbamenti infiniti confesso ora con piando del sole di vetta e l'arrivo sulle alteterre che FlyCalm in Offline, associato alle teorie per mal de mer respinte e le scientifiche garanzie su ridondanza ingegneristica letta nella community: è come camminare col miglior analista fidato aggrappato di fianco! Ora prenoto serena gli esotici Caraibi!